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	<title>Baker Street</title>
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	<description>Nulla è più innaturale dell&#039;ovvio</description>
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		<title>La scomparsa dei fatti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 09:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Da molti anni in Italia (e spesso anche nel resto del mondo) serpeggia un viscido vizio. Un subdolo parassita che trae la sua forza dalla sacrosanta libertà di opinione e di espressione, strapazzandola, manipolandola e mutandola fino a trasformarla in uno scudo per cazzate di ogni genere. Sto parlando di quella maliziosa abitudine di confondere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/05/opinion.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-90" title="opinion" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/05/opinion-265x300.jpg" alt="" width="265" height="300" /></a>Da molti anni in Italia (e spesso anche nel resto del mondo) serpeggia un viscido vizio. Un subdolo parassita che trae la sua forza dalla sacrosanta libertà di opinione e di espressione, strapazzandola, manipolandola e mutandola fino a trasformarla in uno scudo per cazzate di ogni genere.</p>
<p>Sto parlando di quella maliziosa abitudine di confondere i <strong>fatti </strong>con le <strong>opinioni. </strong>Le opinioni sono legittime e sacre ma dovrebbero abbracciare il mondo delle idee e non quello dei <strong>fatti </strong>che, invace, rappresentano dei dati oggettivi.</p>
<p>Esempio: <em>secondo me per risanare l&#8217;economia bisogna dare più soldi alle imprese </em>è un opinione; <em>secondo me la terra è piatta</em> <strong>NON È UN OPINIONE! È UNA CAZZATA!</strong></p>
<p>Capisco che in alcuni casi la differenza fra fatto e opinione sia sottile e, in quel caso, è bene estendere lo status di opinione anche alle cose dubbie. Tuttavia ci sono casi in cui pararsi dietro alla libertà di opinione è una palese presa per il culo: dire che l&#8217;omeopatia funziona non è un opinione è una contraddizione dei fatti, credere negli oroscopi non è una legittima opinione è una palese cazzata.</p>
<p>Purtroppo però è abitudine dare pari dignità sia ai fatti conclamati che alle farneticazioni non-sense nel nome della libertà di opinione.</p>
<p>Inoltre, come se non bastasse, l&#8217;Italia più che altri paesi ha una piaga in più: i <strong>moderati</strong>. Quando qualcuno cerca di difendere un fatto da una scempiaggine salta sempre fuori il &#8220;moderato&#8221; che invece di dare ragione ai fatti &#8220;modera&#8221; tirando fuori una schifezza quasi peggiore della schifezza di partenza. Infatti, per definizione, <strong>i fatti non possono essere mediati!</strong></p>
<p>Esempio.Supponiamo che io stia cercando di spiegare all&#8217;idiota di turno, convinto che la terra sia ferma e piatta, che la terra è in realtà rotonda e gira attorno al sole. A questo punto arriva il prode moderato che dall&#8217;alto della sua moderazione spocchiosa tira fuori la teoria moderata per cui la terra è un disco dagli spigoli arrotondati, un po&#8217; bombata, e che gira attorno al sole solo dal lunedì al venerdì festività comandate escluse. Un abominio. Uno schifo peggiore di quello di partenza. Eppure il moderato riceve il plauso degli astanti per la sua schifosa morigeratezza di pensiero.</p>
<p>Fateci caso. È un meccanismo schifoso e pervasivo usato al 90% nelle discussioni politiche (basta guardare a tutte le volte in cui tentano di farci passare B. come santo martire) e, soprattutto, viene utilizzato come manganello per picchiare la scienza, come se le teorie scientifiche siano opinabili da qualunque disgraziato si svegli pensando di aver avuto l&#8217;illuminazione in sogno.</p>
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		<title>10 motivi per cui l&#8217;ebook mi ha cambiato la vita</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 09:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[kindle]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo natale, come forse molti sanno, mi sono regalato il Kindle 3. Non avevo mai avuto un ebook reader prima di allora, ma il prezzo conveniente (meno di 200€ per la versione 3G) e l&#8217;indubbia qualità dello schermo mi hanno calamitato. Adesso, dopo quasi quattro mesi di esperienza e-book posso finalmente esprimere delle considerazioni oggettive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/04/amazon-kindle.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-78" title="amazon-kindle" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/04/amazon-kindle-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a></p>
<p>Questo natale, come forse molti sanno, mi sono regalato il <strong>Kindle 3</strong>. Non avevo mai avuto un ebook reader prima di allora, ma il prezzo conveniente (meno di 200€ per la versione 3G) e l&#8217;indubbia qualità dello schermo mi hanno calamitato.</p>
<p>Adesso, dopo quasi quattro mesi di esperienza e-book posso finalmente esprimere delle considerazioni oggettive e non pompate dall&#8217;entusiasmo iniziale.</p>
<p><strong>1. Non è di carta.</strong></p>
<p>Quando si parla di ebook con qualche bibliofilo la reazione più comune è &#8220;eeeeh! Ma a me piace sentire la carta, sfogliare, ecc&#8230; Il vero libro è quello di carta!&#8221;. È una reazione comprensibile ma rendiamoci conto che il fattore &#8220;abitudine&#8221; e &#8220;nostalgico&#8221; non può essere considerato un punto a sfavore degli ebook!</p>
<p>La reazione è infatti uguale alle reazioni &#8220;da vecchio&#8221; di chi dice:</p>
<ul>
<li>&#8220;Foto digitali? eeeh!Ma a me piace sentire la pellicola, lo sviluppo, ecc&#8230; La vera fotografia è quella analogica!&#8221;</li>
<li>&#8220;Internet? eeeh! Ma a me piace telefonare alle presone, inviargli lettere, piccioni viaggiatori, messaggeri a cavallo, ecc&#8230; La vera comunicazione è quella tradizionale!&#8221;</li>
<li>&#8220;Mp3? eeeh! Ma a me piace sentire gli scricchiolii del vinile, l&#8217;odore dei CD, ecc&#8230; La vera musica è quella in vinile!&#8221;</li>
</ul>
<p>E potrei andare avanti per molto. Nonostante ciò, il fatto che per possedere e leggere centomila libri non serva nemmeno un grammo di carta porta vantaggi non trascurabili sia economici che &#8220;ecologici&#8221;.</p>
<p><strong>2. Posso leggerlo con una mano in qualsiasi posizione.</strong></p>
<p>Sembra una cavolata ma è una delle cose più comode del mondo. Significa leggere sul letto sdraiato, di lato, a pancia all&#8217;aria, mentre si sta in metro, mentre si sta in treno nella folla. Tutto questo senza dover puntellare il libro con il mignolo per tenerlo aperto e senza dover sfogliare.</p>
<p>Onestamente questa cosa ha reso la mia lettura enormemente più versatile.</p>
<p><strong>3. È come portarti una libreria in tasca.</strong></p>
<p>Immaginate di andare al bagno portandovi dietro una libreria di due metri. Portarsi dietro un ebook reader da più o meno tutti i vantaggi di una cosa del genere evitando sapientemente tutti gli svantaggi. Avere a disposizione migliaia di libri a portata di mano in ogni momento non è un vantaggio: è un sogno feticista, una cosa stupenda, una figata pazzesca.</p>
<p><strong>4. Non servono i segnalibri.</strong></p>
<p>Ho sempre odiato i segnalibri. Ho sempre odiato la loro caratteristica primaria: la loro incredibile capacità di perdersi. Inoltre, quando te ne serve uno non lo trovi mai. Così ero costretto a fare &#8220;le orecchie&#8221; alle pagine, pratica che mi causava profonde crisi di coscienza.</p>
<p>Ora non ne ho più bisogno, l&#8217;ebook reader ricorda per me l&#8217;ultima pagina letta.</p>
<p><strong>5. Comprare libri in mutande.</strong></p>
<p>Io i libri li finisco spesso in momenti della giornata assurdi: notte fonda, mentre sto sul treno, la domenica mattina e via di questo passo. Con l&#8217;ebook reader posso comprare il libro successivo in qualunque momento, in qualunque luogo, senza nemmeno vestirsi. Poiché ho la versione con connessione 3G gratuita non ho bisogno nemmeno di trovare una rete WiFi aperta. Oltre alla biblioteca in tasca ho anche il libraio.</p>
<p><strong>6. Ctrl+F</strong></p>
<p><strong></strong>Quante volte avete desiderato la funzione &#8220;Trova&#8221; su un libro cartaceo? Io diecimila volte almeno. Capita spessissimo di cercare delle frasi particolari, un punto preciso o un argomento specifico. Cercarlo sfogliando alla cieca un libro è decisamente poco efficiente. Ora, finalmente, ho uno strumento per farlo.</p>
<p><strong>7. Note e Citazioni</strong></p>
<p>Sottolineare, citare, annotare e condividere eventualmente tutto. Con l&#8217;ebook posso farlo in modo pulito e, soprattutto, posso ricercare facilmente pagina e libro di ogni citazione che ho salvato. È molto comodo ricercare alcuni passaggi, organizzare note e appunti &#8220;a posteriori&#8221; anche sul PC (tramite il sito di Amazon). Non è la cosa più rivoluzionaria ma sicuramente è una cosa che uso spesso.</p>
<p><strong>8. Dizionario Integrato</strong></p>
<p>Dato che leggo molto in inglese, la funzione del dizionario integrato ha veramente sconvolto la mia esistenza letteraria. C&#8217;è una parola che non conosco? Basta muovermi con il cursore fino alla parola e leggere la definizione che appare sullo schermo. Bellissimo. Orgasmico.</p>
<p><strong>9. I libri si aggiornano</strong></p>
<p>Questo è un punto particolare. È difficile da notare, specie per i romanzi, ma mi è capitato su un libro più tecnico che gli &#8220;errata corrige&#8221; venissero aggiornati nel libro in modo trasparente, addirittura si è aggiunta un appendice. Non so se valga lo stesso per tutti i libri e tutti gli editori ma è una cosa possibile.</p>
<p>Insomma, basta con i libri in cui gli errori rimangono &#8220;immutabili&#8221; salvo comprare un nuovo libro corretto.</p>
<p><strong>10. Libri letti.</strong></p>
<p>Come summa dei nove punti precedenti c&#8217;è il numero di letti. Da quando ho il Kindle ho letto circa 14 libri  4 mesi. Circa 3 libri e mezzo al mese. Tutti i vantaggi dei 9 punti precedenti portano a questo: leggere di più. E non è forse questo l&#8217;indicatore principale del successo e del vantaggio di avere un ebook reader?</p>
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		<title>Perdere la Testa</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 13:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[complotti]]></category>
		<category><![CDATA[fuffa]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;età moderna accedere alla conoscenza non è più un privilegio per pochi dotti. In tre secondi potete conoscere il punto di fusione del bromuro di postassio o la densità abitativa del Ciad. Potete farvi un idea della sintesi proteica o scaricare l&#8217;intera documentazione della missione Apollo 11. Un mare di informazioni a disposizione della vostra curiosità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_71" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/04/piero-angela.jpg"><img class="size-medium wp-image-71" title="piero-angela" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/04/piero-angela-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Uno degli ultimi guerrieri televisivi contro la &quot;fuffa&quot;</p></div>
<p>Nell&#8217;età moderna accedere alla conoscenza non è più un privilegio per pochi dotti. In tre secondi potete conoscere il punto di fusione del <strong>bromuro di postassio</strong> o la densità abitativa del <strong>Ciad</strong>. Potete farvi un idea della <strong>sintesi proteica</strong> o scaricare l&#8217;intera documentazione della missione <strong>Apollo 11</strong>. Un mare di informazioni a disposizione della vostra curiosità.</p>
<p>Si potrebbe dire che in un epoca come questa non ci sarebbe più spazio per ciarlatani e santoni vari poiché tutto è verificabile. Eppure così non è. Quando qualcuno propone l&#8217;omeopatia dovrebbe venir preso per pazzo e deriso, quando qualcuno ti dice che l&#8217;uomo sulla luna non c&#8217;è mai stato dovrebbe essere portato al manicomio, quando qualcuno dice che esistono complotti per controllare le menti della gente con le scie chimiche dovrebbe essere preso a calci e trattato con disprezzo. Invece tutto ciò viene trattato come se fossero idee e teorie che avessero la stessa dignità delle teorie <strong>scientifiche</strong>.</p>
<p>Ma che cos&#8217;è la scienza? Molte delle persone citate in precedenza credono che la scienza sia un partito, una setta, un club privato o qualunque altra cosa a cui si possa credere o meno, a cui si possa scegliere di far parte o no. Ma questa <strong>è una fesseria</strong>. La scienza è <strong>un metodo</strong>. Un modo per discriminare ciò che appartiene alla realtà e ciò che non le appartiene. Un metodo umano, perfettibile ma <strong>non abrogabile</strong>. Senza un metodo del genere <strong>tutto diventa possibile</strong> e se tutto diventa possibile <strong>non c&#8217;è progresso</strong>. Senza un metodo del genere si può dubitare di tutto! <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brethariano">Perfino dubitare che il cibo sia necessario per vivere.</a></p>
<p>Che ci siano persone che credano a tutto senza spirito critico e senza un minimo di metodo scientifico in testa nel 2011 è <strong>gravissimo</strong>.</p>
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		<title>Auguri Italia. Spero tu guarisca presto.</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2011 10:34:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Se c&#8217;è una cosa che desidero avvenga in questo anniversario è che non si trasformi tutto nella solita baruffa e nelle solite uscite, il solito &#8220;tifo&#8221;, i soliti cliché ideologici. Non accetto che mi si dica di odiare l&#8217;Italia perché la critico ne accetto che le persone sputino sulla bandiera perché l&#8217;Italia è corrotta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/150italia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-60" title="150italia" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/150italia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Se c&#8217;è una cosa che desidero avvenga in questo anniversario è che non si trasformi tutto nella solita baruffa e nelle solite uscite, il solito &#8220;tifo&#8221;, i soliti cliché ideologici. Non accetto che mi si dica di odiare l&#8217;Italia perché la critico ne accetto che le persone sputino sulla bandiera perché l&#8217;Italia è corrotta e degradata. Si può criticarla amandola e si può amarla criticandola. Anzi, proprio chi ama l&#8217;Italia si incazza maggiormente nel vederla in questo stato.</p>
<p>Amare l&#8217;Italia, nella condizione attuale, significa starci male. Significa assistere chini sul capezzale alla sua distruzione; e se questo può sembrare frustrante e ci fa pensare che non valga più la pena prodigarsi in uno strenuante accanimento terapeutico, vi posso capire. Ci siamo passati tutti. Ma non possiamo semplicemente lasciar stare. L&#8217;amore vero, quello che non sfocia in uno stupido nazionalismo fascista, è proprio quello che critica, incide e sviscera ciò che danneggia l&#8217;Italia.</p>
<p>Eppure il presente non incoraggia affatto, anzi stanca da morire e soffoca tutto in un denso fumo di egoismo.</p>
<p>Ma è questa l&#8217;Italia? No. Non credo. Ci sono milioni e milioni di nuovi eroi del nuovo risorgimento. Chi lavora onestamente è un nuovo eroe. Chi non parcheggia sui posti riservati agli invalidi è il nuovo eroe. Chi restituisce un portafoglio smarrito è il nuovo eroe. Chi non chiede favori, non corrompe e non viene corrotto è il nuovo eroe. Così come lo è chi non vende il proprio voto per un lampione davanti casa, chi non si prostituisce ideologicamente, chi mantiene e gestisce una famiglia, chi si ribella ad un ingiustizia. Questi e tutte le altre persone oneste che popolano questo paese sono i nuovi eroi.</p>
<p>Ogni volta che non cediamo all&#8217;illegalità e all&#8217;ingiusto stiamo curando l&#8217;Italia e finché ci sarà anche solo una persona giusta in questo paese allora ci sarà un motivo per festeggiare 150, 200 o 3000 anni di Italia.</p>
<p>Auguri Italia. Spero tu guarisca presto.</p>
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		<title>Fukushima e l&#8217;emergenza nucleare</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 11:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è possibile in questi giorni parlare d&#8217;altro. L&#8217;attenzione è, giustamente, tutta concentrata sul disastro del terremoto in Giappone dei giorni scorsi. Cambiare argomento è ancora più complicato se teniamo presente che ci sono due centrali elettro-nucleari (Fukushima e Onagawa) che hanno subito danni consistenti in seguito al sisma e la cui situazione non è ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/fukushima.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-55" title="Fukushima" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/fukushima-300x185.jpg" alt="Centrale Elettronucleare di Fukushima" width="300" height="185" /></a>Non è possibile in questi giorni parlare d&#8217;altro. L&#8217;attenzione è, giustamente, tutta concentrata sul disastro del terremoto in Giappone dei giorni scorsi. Cambiare argomento è ancora più complicato se teniamo presente che ci sono due centrali elettro-nucleari (Fukushima e Onagawa) che hanno subito danni consistenti in seguito al sisma e la cui situazione non è ancora sotto-controllo.</p>
<p>La cosa peggiore però è il balletto di dichiarazioni insensate di politici, giornalisti e telegiornali riguardo la sicurezza degli impianti nucleari. È schifoso vedere come quanti politici e giornalisti si sono auto-nominati tecnici nucleari e dottori in fisica.</p>
<p>Quindi, per capirci qualcosa nella selva di dichiarazioni ideologizzate che sentite in questo momento, provo ancora una volta a fare la cosa più semplice di tutte: postare i fatti e documentarmi prima di scrivere puttanate.</p>
<p>Prendiamo ad esempio <strong>Oscar Giannino</strong>, persona che stimo finché si parla di economia ma che prima di scrivere di teconologia e fisica nucleare dovrebbe quantomento chiedere a qualcuno di più esperto onde evitare di pubblicare su &#8220;Il Messaggero&#8221; frasi come:</p>
<blockquote><p><em>Orbene, se allo stato degli atti una prima cosa si può dire, è che proprio la terribile intensità del fenomeno abbattutosi sul Giappone ci consegna una nuova conferma del fatto che in materia di sicurezza di impianti nucleari, i passi in avanti compiuti negli ultimi decenni sono stati notevolissirni, tali da reggere nella realtà dei fatti senza creare pericol i per ambiente epopolazioneproprio l`impatto di eventi terribilmente fuori scala, quale quello veni catosi e come prescrivono appunto le norme nel cui rispetto si costruiscono oggi centrali atomiche.</em></p></blockquote>
<p>Nemmeno un paio d&#8217;ore dopo che ho letto l&#8217;articolo una delle strutture della centrale di Fukushima salta in aria, le radiazioni hanno contaminato acqua e generi alimentari e almeno 3 persone (sulle 3 testate) sono risultate positive alla radioattività. Giannino devo proprio farti i miei complimenti. Parlare di nucleare non è come tifare Roma o Lazio, non è questione di fazioni, è questione di <strong>analizzare i fatti</strong>.</p>
<p>Cominciamo quindi dall&#8217;incidente. Innanzitutto diciamo che la centrale di Fukushima-Daiichi non è proprio l&#8217;ultimo modello ed era stata progettata per resistere ad un sisma di magnitudo 8-8.5. Poi è avvenuto un sisma di magnitudo 9 e la centrale non ha retto. Il sistema di raffreddamento principale è stato danneggiato e il sistema di raffreddamento di emergenza (<a href="http://www.nucleartourist.com/systems/eccs.htm">ECCS</a>) non è entrato in funzione a causa dei danni ai generatori diesel di emergenza.</p>
<p><strong>Una centrale elettrica senza  sistema di raffreddamento è una gigantesca bomba atomica.</strong> I tecnici devono quindi cercare di raffreddare il nocciolo (la barra di uranio che alimenta la centrale) a tutti i costi. Questo ha però la conseguenza di aumentare la pressione dei vapori nel <strong><em>vessel</em></strong> (l&#8217;involucro metallico che avvolge la zona in cui avviene la fissione) per evitare che esploda (e a quel punto i giochi sono fatti) e che l&#8217;aumento di pressione aumenti ulteriormente la temperatura.</p>
<p>I tecnici sono stati quindi costretti a rilasciare i vapori attraverso le ciminiere della centrale. Tali vapori sono ovviamente estremamente radioattivi ma vengono <strong>parzialmente</strong> depurati prima dell&#8217;espulsione. Tale fuoriuscita di vapori capita spesso in tutte le centrali nucleari e non comporta danni permanenti. In Francia, i residenti nelle vicinanze delle centrali nucleari vengono preventivamente avvertiti prima del rilascio dei gas in modo tale da poter ingoiare una pasticca di <strong>iodio</strong> (per proteggere la tiroide) ma a parte questo (che, per me, è già abbastanza grave) non ci sono ulteriori danni.</p>
<p>Nella centrale di Fukushima però l&#8217;assenza prolungata di un sistema di raffreddamento normale ha causato un secondo problema: quando si spara dell&#8217;acqua a contatto con una barra di uranio prossima ai 1132 gradi Celsius l&#8217;acqua si dissocia generando idrogeno gassoso. L&#8217;idrogeno gassoso è infiammabile ed esplosivo. A lungo andare tale idrogeno si accumula rischiando di creare un enorme bomba. Tale gas va rilasciato ma la procedura è rischiosa e nella centrale di Fukushima non è andata a buon fine: l&#8217;accumulo di idrogeno è esploso violentemente squarciando la struttura del Reattore 1. La stessa cosa è avvenuta a Chernobyl nel 1986 ma, per fortuna, questa volta l&#8217;esplosione non ha danneggiato il reattore.</p>
<p>Ma com&#8217;è ora la situazione? Dalle analisi pare che la radioattività nei dintorni sia sopra la soglia critica con danni consistenti all&#8217;ambiente e alla salute pubblica (ragione per cui sono state evacuate quasi 40 mila persone nel raggio di 20Km. Cosa grave è la presenza di cesio all&#8217;esterno della struttura. Solitamente il cesio ci indica che la barra di uranio che alimenta il reattore ha raggiunto (o ci è vicino) il punto di fusione (1132 gradi celsius). Quando la barra fonde percola, fuoriesce dalle gabbie di contenimento e diventa incontrollabile: si parla di <strong>fusione del nocciolo</strong> o <strong>meltdown</strong>. Anche il reattore 3 pare essere nelle stesse situazioni.</p>
<p>L&#8217;incidente è classificato <strong>livello 4 </strong></p>
<blockquote><p><em>Livello 4 (incidente grave senza rischio esterno): evento causante danni gravi all&#8217;installazione (ad esempio fusione parziale del nucleo) e/o sovraesposizione di uno o più addetti che risulti in elevata probabilità di decesso, e/o rilascio di radionuclidi tali che la dose critica cumulativa sia dell&#8217;ordine di pochi <a title="Sievert" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sievert">mSv</a>.</em></p></blockquote>
<p>ma non è difficile pensare che potrebbe presto essere innalzato al livello 5 data la quantità di radiazioni esterne.</p>
<p>Quindi secondo la <strong>IAEA</strong> (l&#8217;<strong>Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica</strong>) l&#8217;incidente <strong>è grave</strong>. È inutile che i vari Cicchitto e Casini mi vengono a dire che l&#8217;incidente non è grave perché, dal punto di vista tecnico dell&#8217;IAEA, non contano un cazzo.</p>
<p>La situazione a Fukushima è quindi preoccupante e va tenuta ancora sotto controllo.</p>
<p>In Italia intanto si minimizza. Si parla di fuoriuscita di materiale radioattivo come di una &#8220;scorreggia&#8221;. Una cosa simpatica e senza conseguenze. Ciò è dal mio punto di vista completamente inaccettabile. Perché? Perché con un tempismo da iettatore il governo ha appena messo a punto il piano nucleare italiano costituito da centrali <strong>vecchie</strong> che ci danno i francesi, con sistemi di sicurezza inferiori a quelli giapponesi (sono progettate per reggere terremoti di magnitudo 7) e costruite e gestite all&#8217;italiana ovvero dai vari Bertolaso, Impregilo (quella dei rifiuti a Napoli per intenderci), delle Tav che fanno franare case e progettate senza un minimo di impatto idrogeologico.</p>
<p>Io non sono contro il nucleare in generale ma sono sicuramente contro il nucleare in Italia, non perché non mi fido del nucleare bensì perché non mi fido degli italiani che se ne occuperanno.</p>
<p>Inoltre, il caso giapponese, ci conferma una cosa: <strong>il nucleare non è sicuro al 100%</strong>, non esiste nulla di sicuro al 100%. Preferirei molto persone che mi dicano che il nucleare ha i suoi rischi ma è necessario per il bene del paese piuttosto che pagliacci che descrivono il nucleare come una bellissima bacchetta magica che risolverà tutti i problemi dell&#8217;Italia dell&#8217;umanità. A meno che costui non sia Monty Burns.</p>
<p><em>Nuculare&#8230; si dice Nuculare [cit.]</em></p>
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		<title>Punto sul Terremoto di Honshu</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 10:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[geologia]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[La notizia probabilmente l&#8217;avete già sentita. Non sono un sito di news e non sono qui per darvi le ultimissime notizie: sono qui per ovviare alle boiate che già circolano in rete e sui media. Veniamo al fatto: questa mattina verso le 05:46:23 UTC (circa le 3 di pomeriggio nell&#8217;epicentro) è stato rilevato un terremoto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/terremoto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-50" title="Frame grab of a tsunami carrying boats across waters in Kamaishi city port" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/terremoto-300x213.jpg" alt="Frame grab of a tsunami carrying boats across waters in Kamaishi city port" width="300" height="213" /></a>La notizia probabilmente l&#8217;avete già sentita. Non sono un sito di news e non sono qui per darvi le ultimissime notizie: sono qui per ovviare alle boiate che già circolano in rete e sui media.</p>
<p>Veniamo al fatto: questa mattina verso le 05:46:23 UTC (circa le 3 di pomeriggio nell&#8217;epicentro) è stato rilevato un terremoto di 8.9 Mw situato a circa 130Km al largo delle coste di Honshu e 24.3 Km di profondità.</p>
<p>Rilevato è un eufemismo: se fosse stati nel luogo dell&#8217;epicentro, stando alle varie <em>shake map</em>, avreste visto il terreno sotto i vostri piedi schizzare avanti e indietro alla velocità di circa 30 cm/s per oscillazioni di circa un metro  (se ho interpretato bene il diagramma l&#8217;espansione è stata prevalentemente verticale).</p>
<p>La prima precisazione che voglio fare è l&#8217;intensità. Il magnitudo <strong>NON È ESPRESSO NELLA SCALA RICHTER! </strong>Sebbene tutte le televisioni si ostinino a parlare di scala Richter devo farvi presente che modernamente (ovvero da quando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hiroo_Kanamori">Hiroo Kanamori</a> l&#8217;ha introdotta negli anni settanta) si usa la <strong>Scala di Magnitudo del Momento Sismico (Mw)</strong>. La scala è molto vicina alla Ricther ma è concettualmente diversa: la Mw si basa su proprietà meccaniche e fisiche del terremoto derivabili dai sismografi mentre la Ricther si limita a paragonare l&#8217;oscillazione massima del sismografo paragonandola con un &#8220;terremoto di riferimento&#8221;.</p>
<p>Anche la tipologia di sisma è indicativa e viene rappresentata dalla <strong>beachball</strong> in <a href="http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0001xgp/neic_c0001xgp_wmt.php">questo link</a>: la spiegazione di questo diagramma non è troppo complicata ma per evitare svarioni lascio la parola a qualche geologo più esperto.</p>
<p>Seconda precisazione. C&#8217;è un punto che vorrei che i media evidenziassero: ovvero che <strong>milioni</strong> di persone sono sopravvissute grazie a costruzioni antisismiche, norme serie e capacità e innovazioni scientifiche e ingegneristiche. Una scala di 8.9 Mw corrisponde ad un terremoto circa <strong>31622 volte più intenso</strong> di quello dell&#8217;Aquila del 6 aprile. I danni, tutto sommato, sono decisamente inferiori ai danni potenziali di un apocalisse del genere. La maggior parte del disastro è stato fatto dallo Tzunami di 10 metri conseguito al sisma e non al momento della scossa che ha allagato buona parte dell&#8217;entroterra <strong>con acqua salata!</strong> Le inondazioni di acqua salata sono decisamente più dannose degli alluvioni di acque dolci (come gli straripamenti dei fiumi) perché lascia il terreno &#8220;bruciato&#8221; dal sale.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Map" src="http://cnt.rm.ingv.it/data_id/2216637180/map_loc_t.jpg" alt="" width="450" height="450" /></p>
<p>Terza precisazione. Sui social network e sui siti di fuffa ogni terremoto viene annunciato come la prova ultima dell&#8217;imminente fine del mondo. Voglio solo ricordare che ci sono <strong>circa 15 terremoti al giorno con magnitudo 4, 2 terremoti al giorno di magnitudo 5, 120 l&#8217;anno di grado 6, 18 l&#8217;anno di grado 7 e circa 1 l&#8217;anno di grado 8 e superiori.</strong> La maggior parte di questi terremoti avviene negli oceani, nelle foreste, nei deserti e in zone del tutto inabitate o abitate da piccoli villaggi non strutturati (se crolla una capanna di paglia non uccide nessuno) e passano inosservati. Mentre scrivo questo articolo (e tengo aperta la pagina dell&#8217; INGV, ci sono stati due terremoti di grado 2 in  italia). Quindi vediamo di finirla con queste stronzate che c&#8217;è gente che è morta e milioni di danni&#8230; non serve peggiorare la cosa con una dose di stupidità umana.</p>
<p>Esplosioni della crosta terrestre come queste lasciano la terra &#8220;ammaccata&#8221; in modo definitivo. Il fondale della zona è completamente stravolto e, se ciò che ho sentito in Tv è attendibile, ora è più basso di qualche metro con conseguente <em>gorgo </em>(non trovo una foto su internet, ma vedere quel gorgo gigantesco è impressionante).</p>
<p>Spero di aver fornito dei dati tecnici per poter guardare alla vicenda con un po di cognizione di causa evitando i sensazionalismi. La situazione è seria già così com&#8217;è senza bisogno di sparare dati a caso.</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 71px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;"><a href="http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0001xgp/neic_c0001xgp_wmt.php">http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/eqinthenews/2011/usc0001xgp/neic_c0001xgp_wmt.php</a></div>
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		<title>Fuoco e Fumo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 11:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera, mentre guardavo le Iene, sedevo al tavolo della cucina con il moleskine sotto la faccia cercando di scrivere qualcosa che potesse rappresentare bene il gorgo di sensazioni indistinte che mi ronzano attorno da una mesata circa. La mia condizione psicologica, da quasi tre anni è decisamente instabile, fatta di momenti sparsi di panico, momenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/smoke.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-45" title="Smoke" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/smoke-300x300.jpg" alt="Fumo" width="300" height="300" /></a>Ieri sera, mentre guardavo le Iene, sedevo al tavolo della cucina con il moleskine sotto la faccia cercando di scrivere qualcosa che potesse rappresentare bene il gorgo di sensazioni indistinte che mi ronzano attorno da una mesata circa. La mia condizione psicologica, da quasi tre anni è decisamente instabile, fatta di momenti sparsi di panico, momenti di esaltazione, momenti di autocommiserazione; tuttavia il sentimento attuale è diverso e impalpabile.</p>
<p>L&#8217;unica parola che ho scritto sul moleskino è <strong>fumo</strong>. Pensavo a quale parola fosse più rappresentativa e l&#8217;unica parola che ripeteva il mio cervello era fumo.</p>
<p>A pensarci bene la parola non è affatto campata in aria. Il fumo ottenebra la vista, confonde e nasconde. Il fumo soffoca. Il fumo irrita. Ma più importante di tutti il fumo non nasce dal nulla. Se si vede del fumo si può star certi che da qualche parte c&#8217;è qualcosa che <strong>brucia</strong>.</p>
<p>Bruciare. La parola bruciare aveva catturato la mia mente. Stavo bruciando. Guardavo la pletora di idioti, falsari e fuffaroli intervistati dalle Iene e bruciavo. Guardavo su internet idee interessanti e bruciavo. Pensavo a me stesso e a ciò che mi aspetto da me stesso e bruciavo.</p>
<p>Sono pieno di combustibile, decine di idee ce macerano in gas infiammanti e che non trovano sfogo, centinaia di desideri che si decompongono e si comprimono nel petto come la camera a scoppio di un pistone.</p>
<p>Scrollarsi da dosso la cenere e dare sfogo tutto questo. L&#8217;eccesso di inattività fa bene al riposo ma mi corrode l&#8217;anima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/jox1989/">Jox</a></em></p>
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		<title>La Festa delle Donne</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 14:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[festa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 19 Marzo 1911 venne festeggiata la prima festa della donna. A cent&#8217;anni di distanza viene da chiedersi cosa sia cambiato da allora. Intendiamoci, non voglio dire che nulla sia cambiato, affermare una cosa del genere sarebbe stupido e poco oggettivo. Tuttavia volevo riflettere un minuto su quanto una cosa apparentemente semplice come la parità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-36" title="Mimosa" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/mimosa-300x226.jpg" alt="Mimosa" width="300" height="226" />Il <em>19 Marzo 1911 </em>venne festeggiata la prima festa della donna. A cent&#8217;anni di distanza viene da chiedersi cosa sia cambiato da allora. Intendiamoci, non voglio dire che nulla sia cambiato, affermare una cosa del genere sarebbe stupido e poco oggettivo. Tuttavia volevo riflettere un minuto su quanto una cosa apparentemente semplice come la parità di condizioni fra uomo e donna sia stata un processo lento e difficoltoso.</p>
<p>Prendiamo l&#8217;Italia, noto faro democratico. Il diritto al voto alle donne venne concesso solamente nel <strong>1946</strong> con circa 30 anni di ritardo rispetto a Regno Unito e Stati Uniti. Solo poco più di 50 anni fa.</p>
<p>Un altro esempio, il diritto al divorzio venne introdotto nell&#8217;ordinamento italiano solo nel <strong>1970</strong> non senza problemi: la <em>CEI</em>, l&#8217;<em>Azione Cattolica</em> e gran parte della <em>DC</em>, chiesero a gran voce il referendum per l&#8217;abrogazione della norma. Referendum che, grazie a dio, venne bocciato dagli elettori con il 59.3% dei NO (corrispondente ad un triste 40% di SI).</p>
<p>Ma la cosa più agghiacciante è che solo il <strong>5 agosto 1981</strong> venne abrogato definitivamente il <strong>delitto d&#8217;onore</strong>, articolo 587 del codice penale che recitava</p>
<blockquote><p><em>Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell&#8217;atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d&#8217;ira determinato dall&#8217;offesa recata all&#8217;onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.</em></p></blockquote>
<p>Insomma, una bella attenuante per chi uccideva donne accusate di aver macchiato l&#8217;onore di famiglia. Tutto questo accadeva in Italia, solo trent&#8217;anni fa.</p>
<p>Oggi, invece, tutte queste cose sono relegate al passato ma rimangono ancora molti limiti. La festa della donna nasce per questo: far presente all&#8217;opinione pubblica che nel mondo, anche nel nostro paese, ci sono situazioni che limitano la libertà della donna. Non nasce per fare festa!</p>
<p>Le donne che usano l&#8217;otto marzo come &#8220;giorno di libertà&#8221; o che festeggiano come fosse capodanno, stanno ammazzando lo spirito della festa. Questa è una giornata di sensibilizzazione, di commemorazione, non di festeggiamenti individuali e fini a se stessi.</p>
<p>Come dice un giovane saggio:</p>
<blockquote><p>“E fu così che una giornata di commemorazione per le conquiste sociali e politiche, votata al rispetto e contro la discriminazione delle donne, si trasformò ancora una volta in una mega festa, dove le stesse donne vanno a rivendicare questi valori facendosi sventolare sotto il naso il pacco di uomini senza mutande.”</p></blockquote>
<p>Mai descrizione del modo sbagliato di vedere l&#8217;8 marzo fu più azzeccata.</p>
<p><em>Photo by <a href="http://www.flickr.com/photos/smb_flickr/">SantiMB</a>.</em></p>
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		<title>Notebook Wars 2</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 11:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casual Game]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Videogame]]></category>
		<category><![CDATA[arcade]]></category>
		<category><![CDATA[disegni]]></category>
		<category><![CDATA[flash]]></category>
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		<category><![CDATA[shot'em up]]></category>

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		<description><![CDATA[I giochi in flash non sono solamente strumenti diabolici congegnati per farci perdere ore di studio e lavoro. In questi anni in cui i casual game sono tornati alla ribalta grazie a dispositivi mobili quali iPhone e Android che hanno reso la loro programmazione diffusa e remunerativa. I programmatori per iPhone e Android razziano e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/notewar1.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-24" title="Notebook War Title Screen" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/notewar1-300x300.png" alt="Notebook War Title Screen" width="180" height="180" /></a></p>
<p>I giochi in flash non sono solamente strumenti diabolici congegnati per farci perdere ore di studio e lavoro. In questi anni in cui i <em>casual game</em> sono tornati alla ribalta grazie a dispositivi mobili quali iPhone e Android che hanno reso la loro programmazione diffusa e remunerativa.</p>
<p>I programmatori per iPhone e Android razziano e depredano di continuo i giochi flash: <em>Angry Birds </em>è solo uno delle decine di esempi che potrei fare. Questo ci dimostra come tenere sott&#8217;occhio questo genere di giochi è importante come mai prima d&#8217;ora. Per questo motivo ogni tanto recensirò qualche casual game che mi capiterà a tiro su <a href="kongregate.com">Kongregate.com</a>.</p>
<p>Come primo titolo, tanto per ungere le ruote, parliamo di <a href="http://www.kongregate.com/games/matakukos/notebook-wars-2">Notebook Wars 2</a> sviluppato dalla <a href="http://www.dreamforgestudios.net/">DreamForge Studios</a>. Il gruppo ha alle spalle almeno una decina di titoli ragion per cui dovrò tirare fuori il cappello da recensore severo perché non ci troviamo di fronte ad un team esordiente.</p>
<p>Notebook Wars 2 è il classico shoot&#8217;em up a scorrimento verticale ispirato alla saga di <strong>19XX </strong>della <strong>Capcom</strong> in cui ci si trova nei panni dell&#8217;unico aereo sfigato di una nazione altrettanto sfigata che si trova ad affrontare un esercito nemico dotato di centinaia di migliaia di unità. La vostra fortuna (e della vostra nazione) è che l&#8217;esercito nemico è formato da piloti mentalmente disabili.</p>
<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/notewar2.png"><img class="alignright size-medium wp-image-26" title="Notebook Wars Play" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/notewar2-296x300.png" alt="" width="178" height="180" /></a></p>
<p><strong class="rating">Grafica:</strong>&nbsp;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&frac12;&#9734;&#9734;&nbsp;</p>
<p>L&#8217;aspetto che più mi ha colpito è la grafica. I precedenti titoli della DreamForge non spiccavano certo per la grafica (orridi omini pixelluti che nemmeno con il NES me li ricordavo così). A quanto pare hanno deciso di accettare la propria mancanza di un grafico di alto livello e di sfruttare lo stile grezzo e <em>naive</em> di cui erano padroni. Il risultato è molto buono. L&#8217;intento di simulare il gioco come se fosse disegnato su un quaderno Pigna di quart&#8217;ordine è decisamente riuscito tant&#8217;è che ha smosso le mie memorie ai tempi delle elementari in cui disegnavo giochi sui miei quaderni.</p>
<p>Purtroppo la tentazione è troppo forte e hanno dovuto rovinare uno stile grafico reso alla perfezione con delle pretese di realismo orripilanti: hanno dovuto inserire delle orripilanti nuvole traslucide e soprattutto delle ombre che danno una poco azzeccata sensazione di profondità. Come se non bastasse questi elementi superflui rallentano drammaticamente la fluidità del gioco. Grazie agli dei tali elementi sono disattivabili.</p>
<p><strong class="rating">Gameplay:</strong>&nbsp;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&nbsp;</p>
<p>Qui arriva la nota dolente del gioco. Avete presente il dinamismo adrenalinico di <em>19XX: The War Against Destiny? </em>Bene, questo gioco è distante anni luce. L&#8217;aereo è lento e spara delle cacchette inutili, i nemici ronzano come mosche narcotizzate sparando altre cacchette lente e, soprattutto, il primo livello sembra durare in eterno. Non ci sono power-up in-game. L&#8217;unica cosa da fare nel primo livello è martellarsi le membra in attesa di arrivare alla fine collezionando le monete che lasciano i mostri.</p>
<p><a href="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/notewar4.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-27" title="Notebook War Shop" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/notewar4-300x300.png" alt="Notebook War Shop" width="180" height="180" /></a></p>
<p>Alla fine dello straziante primo livello possiamo accedere allo shop in cui acquistare i nostri power-up. Il problema è che qui ci accorgiamo che siamo poveri in canna. Non possiamo acquistare praticamente nessun nuovo elemento. A questo punto il nostro sangue si gela al pensiero di affrontare un secondo livello in quelle condizioni. I soldi sono decisamente poco bilanciati.</p>
<p>Insomma, il gioco non cattura molto. I casual game devono essere subito avvincenti, se ho mezz&#8217;ora libera non voglio perdere venti minuti per potenziare la mia nave fino ad un punto in cui il gioco diventa divertente.</p>
<p><strong class="rating">Programmazione:</strong>&nbsp;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&nbsp;</p>
<p>Questa sezione analizza il grado di qualità nella programmazione del gioco. Da questo punto di vista direi che siamo alla sufficienza. Da un team con 10 giochi alle spalle mi sarei aspettato un po&#8217; più di creatività e virtuosismi programmativi. Fare uno shoot&#8217;em up del genere non richiede chissà quali doti tecniche e potrei azzardare anche che è un gioco adattissimo come primo gioco per un team esordiente. Insomma,  si beccano un 6 perché quantomeno non esplode quando carica e tutto funziona a dovere. Inoltre credo che avrebbero dovuto ottimizzare maggiormente il codice: va bene che flash fa schifo ed è terribilmente lento ma questo gioco secondo me scatta troppo per quello che realmente fa. Non può rallentare con 6 aerei nello schermo.</p>
<p><strong class="rating">Suono:</strong>&nbsp;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&nbsp;</p>
<p>Il gioco non ha suoni e musica. Ha rumore. Giocarlo con le cuffie o senza audio non cambia assolutamente nulla nel livello di coinvolgimento.</p>
<p><strong class="rating">Global:</strong>&nbsp;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9733;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&#9734;&nbsp;</p>
<p>Il punteggio globale viene valutato come media pesata. Per i casual game ho deciso di usare questi pesi: la grafica vale 2, il gameplay vale 6, la programmazione vale 3 mentre il suono vale 1.</p>
<p>In totale il gioco non è certamente il miglior casual game della storia. Non mi ha tenuto attaccato allo schermo per più di 10 minuti. All&#8217;inizio annoia un po&#8217; e si riprende per chi ha la pazienza di sbloccare nuove navi e munizioni.</p>
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		<title>Continuare a camminare</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 17:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Davide Aversa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Personale]]></category>
		<category><![CDATA[strada]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un famoso proverbio cinese di 2500 anni fa attribuito al filosofo Lao Tzu recita più o meno così: Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo. È, come forse alcuni ricorderanno, la frase che apre Faraon (un videogioco del 1999 della Sierra) ma soprattutto è una frase su cui c&#8217;è molto da riflettere: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7" title="Road Arizona" src="http://www.davideaversa.it/wp-content/uploads/2011/03/road-300x250.jpg" alt="Arizona Road" width="300" height="250" />Un famoso proverbio cinese di 2500 anni fa attribuito al filosofo <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laozi">Lao Tzu</a></strong> recita più o meno così:</p>
<blockquote><p>Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo.</p></blockquote>
<p>È, come forse alcuni ricorderanno, la frase che apre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Faraon_(videogioco)">Faraon</a> (un videogioco del <em>1999</em> della Sierra) ma soprattutto è una frase su cui c&#8217;è molto da riflettere: non importa quanto sembri insormontabile un progetto, una sfida o la vita stessa; tutto comincia con un solo piccolo gesto e continua passo dopo passo.</p>
<p>Al di là dell&#8217;evidente spirito incoraggiante del proverbio, l&#8217;aspetto che più ha calamitato la mia attenzione è sempre stato il <em>prima</em>. Cosa c&#8217;è prima di quel passo? Come si sceglie la meta del viaggio? Come ci si organizza per evitare che quel primo passo non sia anche l&#8217;ultimo? Insomma, se pensiamo che proprio nel primo passo si annidano le maggiori difficoltà, la massima di Lao Tzu non sembra più così incoraggiante.</p>
<p>Ovviare al problema è semplice. In realtà non c&#8217;è nessun nuovo viaggio da cominciare, il primo passo l&#8217;abbiamo fatto il giorno della nostra nascita e da quel momento abbiamo cominciato a camminare. Non si comincia mai nulla: le cose si ristrutturano, si modificano e si deformano ma mai nulla nella nostra vita parte da zero.</p>
<p>Così anche questo blog è ristrutturato e deformato ma, alla fine, è sempre la prosecuzione del mio viaggio cominciato ai tempi di <em>Horizon, </em>passato per <em>Slashcode</em> e approdato qui. Il motivo? Ho bisogno di scrivere. È un bisogno fisiologico come bere e mangiare, e ho bisogno di farlo senza limiti di argomento. Così ho creato questa fucina di idee. Senza pretese, solo per continuare a viaggiare.</p>
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