La Festa delle Donne

MimosaIl 19 Marzo 1911 venne festeggiata la prima festa della donna. A cent’anni di distanza viene da chiedersi cosa sia cambiato da allora. Intendiamoci, non voglio dire che nulla sia cambiato, affermare una cosa del genere sarebbe stupido e poco oggettivo. Tuttavia volevo riflettere un minuto su quanto una cosa apparentemente semplice come la parità di condizioni fra uomo e donna sia stata un processo lento e difficoltoso.

Prendiamo l’Italia, noto faro democratico. Il diritto al voto alle donne venne concesso solamente nel 1946 con circa 30 anni di ritardo rispetto a Regno Unito e Stati Uniti. Solo poco più di 50 anni fa.

Un altro esempio, il diritto al divorzio venne introdotto nell’ordinamento italiano solo nel 1970 non senza problemi: la CEI, l’Azione Cattolica e gran parte della DC, chiesero a gran voce il referendum per l’abrogazione della norma. Referendum che, grazie a dio, venne bocciato dagli elettori con il 59.3% dei NO (corrispondente ad un triste 40% di SI).

Ma la cosa più agghiacciante è che solo il 5 agosto 1981 venne abrogato definitivamente il delitto d’onore, articolo 587 del codice penale che recitava

Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.

Insomma, una bella attenuante per chi uccideva donne accusate di aver macchiato l’onore di famiglia. Tutto questo accadeva in Italia, solo trent’anni fa.

Oggi, invece, tutte queste cose sono relegate al passato ma rimangono ancora molti limiti. La festa della donna nasce per questo: far presente all’opinione pubblica che nel mondo, anche nel nostro paese, ci sono situazioni che limitano la libertà della donna. Non nasce per fare festa!

Le donne che usano l’otto marzo come “giorno di libertà” o che festeggiano come fosse capodanno, stanno ammazzando lo spirito della festa. Questa è una giornata di sensibilizzazione, di commemorazione, non di festeggiamenti individuali e fini a se stessi.

Come dice un giovane saggio:

“E fu così che una giornata di commemorazione per le conquiste sociali e politiche, votata al rispetto e contro la discriminazione delle donne, si trasformò ancora una volta in una mega festa, dove le stesse donne vanno a rivendicare questi valori facendosi sventolare sotto il naso il pacco di uomini senza mutande.”

Mai descrizione del modo sbagliato di vedere l’8 marzo fu più azzeccata.

Photo by SantiMB.

One Comment

  1. jox says:

    Vogliamo parlare della pillola anticoncezionale?
    È arrivata in ritardo qui in Italia rispetto agli altri paesi (MA VA’?) e inoltre era vietata. Veniva concessa dai medici misericordiosi come un farmaco per curare delle patologie, e non per un uso puramente contraccettivo.
    Credo che l’Italia, più degli altri paesi occidentali, sia ancora con una mentalità medievale…
    Che novità, davvero.

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