Auguri Italia. Spero tu guarisca presto.

Se c’è una cosa che desidero avvenga in questo anniversario è che non si trasformi tutto nella solita baruffa e nelle solite uscite, il solito “tifo”, i soliti cliché ideologici. Non accetto che mi si dica di odiare l’Italia perché la critico ne accetto che le persone sputino sulla bandiera perché l’Italia è corrotta e degradata. Si può criticarla amandola e si può amarla criticandola. Anzi, proprio chi ama l’Italia si incazza maggiormente nel vederla in questo stato.

Amare l’Italia, nella condizione attuale, significa starci male. Significa assistere chini sul capezzale alla sua distruzione; e se questo può sembrare frustrante e ci fa pensare che non valga più la pena prodigarsi in uno strenuante accanimento terapeutico, vi posso capire. Ci siamo passati tutti. Ma non possiamo semplicemente lasciar stare. L’amore vero, quello che non sfocia in uno stupido nazionalismo fascista, è proprio quello che critica, incide e sviscera ciò che danneggia l’Italia.

Eppure il presente non incoraggia affatto, anzi stanca da morire e soffoca tutto in un denso fumo di egoismo.

Ma è questa l’Italia? No. Non credo. Ci sono milioni e milioni di nuovi eroi del nuovo risorgimento. Chi lavora onestamente è un nuovo eroe. Chi non parcheggia sui posti riservati agli invalidi è il nuovo eroe. Chi restituisce un portafoglio smarrito è il nuovo eroe. Chi non chiede favori, non corrompe e non viene corrotto è il nuovo eroe. Così come lo è chi non vende il proprio voto per un lampione davanti casa, chi non si prostituisce ideologicamente, chi mantiene e gestisce una famiglia, chi si ribella ad un ingiustizia. Questi e tutte le altre persone oneste che popolano questo paese sono i nuovi eroi.

Ogni volta che non cediamo all’illegalità e all’ingiusto stiamo curando l’Italia e finché ci sarà anche solo una persona giusta in questo paese allora ci sarà un motivo per festeggiare 150, 200 o 3000 anni di Italia.

Auguri Italia. Spero tu guarisca presto.

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